Clamori dalla Colombia – Gennaio 2014
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11/01 - LIBERATO IL CANTAUTORE RIVOLUZIONARIO JULIAN CONRADO
sanguinario potere oligarchico e filo-imperialista colombiano, tanto da suscitarne l'odio più viscerale. Negli
ultimi quindici anni hanno cercato di ucciderlo in tutti i modi, per
impedire, senza riuscirci, che la verità contenuta nei suoi versi potesse
diffondersi in Colombia e all'estero. Oggi la voce di Julián è di nuovo
libera di contribuire allo smantellamento del fascismo colombiano, condizione
imprescindibile per stabilire una pace stabile e duratura fondata sulla
giustizia sociale. Con la liberazione di Julián Conrado è stato corretto uno dei tragici errori a cui possono essere indotti anche i paesi più progressisti, come il Venezuela, quando vengono stipulati accordi di cooperazione con regimi genocidi e antidemocratici come quello colombiano. Oggi la Repubblica Bolivariana ha reso onore alle parole pronunciate dal Comandante Chávez all'interno dell'Assemblea Nazionale nel 2008: “Le FARC e l'ELN non sono in nessun modo gruppi terroristi, sono veri e propri eserciti! Occorre riconoscere le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e l'Esercito di Liberazione Nazionale come forze insorgenti con un progetto politico, un progetto bolivariano, che qui è rispettato!”
08/01 - REGIME COLOMBIANO CONTINUA AD UCCIDERE O ARRESTARE GLI OPPOSITORI POLITICI
stato
ritrovato lo scorso 4 gennaio a San José del Palmar, nel dipartimento del
Chocó. Secondo un copione che sarebbe ridicolo, se non fosse tragico, per l'ennesima volta le bombe yankees, capaci di radere al suolo ogni cosa nel raggio di decine di metri dal punto d'impatto, avrebbero lasciato intatti hard disk e chiavette USB. Già una volta, come un gigantesco boomerang, questo trucco del regime colombiano è stato smascherato persino dalla sua stessa magistratura, che ha definitivamente sentenziato l'impossibilità di utilizzare i computer presuntamente ritrovati nell'accampamento diplomatico del Comandante Raúl Reyes, anch'egli assassinato per mezzo di un bombardamento, come prove a carico del professor Miguel Angel Beltrán, docente universitario arrestato in Messico nel 2009 e incarcerato in Colombia con l'accusa di “ribellione”; eppure il regime ci riprova, cambiando i nomi ma mantenendo pressoché uguale la macchinazione. Il raggiungimento di una duratura e reale pace con giustizia sociale non può prescindere dalla possibilità di esprimere liberamente la propria posizione politica; e finché non verrà smantellata la struttura fascista dello Stato colombiano, gli oppositori politici rischieranno ogni giorno di essere incarcerati o assassinati dal terrorismo di Stato.
03/01 – MACABRO BILANCIO 2013: NON CESSA IL TERRORISMO DI STATO IN COLOMBIA
fatto per evidenziare un'inesistente discontinuità con le falsamente smobilitate AUC, i paramilitari proseguono le loro mattanze, in piena e costante collaborazione con l'Esercito e la Polizia. A
differenza del suo fanatico e stizzoso narco-predecessore Uribe, il
presidente “Jena” Santos è stato costretto ad ammettere le violazioni dei
diritti umani perpetrate dalle Forze Armate del regime, ma questo non ha
impedito, nell'anno appena trascorso, l'assassinio di 65 leaders comunitari in
lotta per la restituzione delle terre, e di 26 sindacalisti. Anche da questi pochi, ancorché drammatici, dati, è possibile comprendere che finché le condizioni che determinano questi scempi non saranno smantellate, e dunque il carattere fascista dello Stato colombiano non sarà completamente disarticolato, non saranno eliminate le cause che hanno portato alla nascita dell'insorgenza colombiana, e non sarà possibile raggiungere la Pace con Giustizia sociale di cui il martoriato popolo colombiano ha un disperato bisogno.
30/12 - STATO COLOMBIANO CONDANNATO PER CRIMINI DI LESA UMANITA’
“all'obbligo di garantire il diritto all'incolumità personale”. La
Corte ha inoltre indicato che abitanti delle comunità del Cacarica furono
forzosamente sfollati a causa di azioni compiute “da gruppi paramilitari in
collaborazione con l'Esercito colombiano”. Da sempre in Colombia -e molte sentenze internazionali lo riconoscono- militari e paramilitari rappresentano due facce della stessa medaglia, strumento del terrorismo di Stato per accaparrarsi le risorse del paese a spese del popolo; e il riconoscimento del ruolo dello Stato in queste violazioni, così come il risarcimento alle vittime, sono componenti essenziali per il raggiungimento, ed il mantenimento, di una vera Pace con Giustizia sociale.
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